La città di Tharros ebbe per l’età fenicia e punica due necropoli: una a sud della città, sul Capo S. Marco, l’altra a nord in corrispondenza della borgata marina di S. Giovanni di Sinis, entrambe connotate da tipi tombali e pratiche funerarie comuni. L’incinerazione è prevalente nella fase fenicia (VII-VI sec. a.C.), associata a semplici sepolture in fossa; in età cartaginese essa è affiancata e poi sostituita dalla pratica dell’inumazione, che determina la monumentalizzazione delle necropoli, con l’escavazione nella roccia di centinaia di tombe a fossa e a camera. In gran parte scavate e depredate nel corso dell’Ottocento, negli ultimi anni le due necropoli sono oggetto di campagne di scavi regolari da parte delle Università di Cagliari e di Bologna.

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