Fondata dai Fenici tra VIII e VII sec. a.C., in età punica (fine VI-238 a.C.) divenne una delle città più importanti della Sardegna. Sulla collina settentrionale che domina la città e l’istmo e sui resti di un preesistente villaggio nuragico, si trovava il tofet (oggi ricostruito al Museo di Cabras), il tipico santuario dei fanciulli di epoca fenicio-punica, con migliaia di urne cinerarie in terracotta contenenti resti di bambini e di animali e centinaia di stele in arenaria. A valle, si conservano importanti monumenti di età punica e romana, tra cui il cosiddetto “Tempio delle semicolonne doriche”, l’acquedotto, il castellum aquae, le strade lastricate in basalto, i templi e tre edifici termali. Alla fase paleocristiana risalgono la trasformazione di una delle terme in edificio di culto e l’impianto di un battistero. Nel Medioevo, infine, si assiste alla decadenza e al lento abbandono che si conclude nel 1071 con il trasferimento della sede episcopale a Oristano, nuova capitale del Giudicato di Arborea.

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